UN'ETICHETTA INTELLIGENTE PER UN ABBIGLIAMENTO RISPETTOSO DELLA SALUTE

Gli studenti dell'istituto di moda e del liceo delle Scienze umane protagonisti del progetto Dress Care

Feb272013

Saranno gli studenti a creare l’etichetta “intelligente”, capace di garantire la qualità di capi d’abbigliamento rispettosi della salute.

Gli alunni del polo scolastico “Olga Fiorini”, che frequentano lo storico istituto tecnico di moda e il liceo del fashion, l’unico presente in Italia, avranno il compito di proporre alle imprese un nuovo modello di cartellino, per un’informazione corretta sulle caratteristiche del prodotto. La scuola bustocca aderisce infatti al progetto “Dress Care”, finanziato dall’Unione europea e portato avanti dall’associazione di aziende tessili NewTex, dal Comune di Busto, dalla Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt) e dalla provincia di Bari, con la partecipazione di Confindustria. Attraverso un laboratorio e una piattaforma on line, gli studenti analizzeranno perciò le etichette dei capi da loro indossati, per arrivare a idearne una nuova, in grado di assicurare che il prodotto non contenga sostanze tossiche, secondo le norme europee, e di tutelare così anche il made in Italy.

L’attività, coordinata a livello didattico dagli insegnanti Elio Turri e Raffaella Maini, vuole potenziare «la consapevolezza, l’educazione al consumo e il passaparola verso genitori e amici», ha spiegato ieri Giovanni Cutini, presentando l’iniziativa agli studenti e invitandoli a «leggere le etichette dei vestiti come le istruzioni di un farmaco».

Si imparerà così a diffidare delle avvertenze con cui i produttori si sottraggono alle proprie responsabilità, scrivendo per esempio sulle etichette che il tessuto può macchiare un’altra superficie. Insomma, ha osservato l’imprenditore Piero Sandroni, presidente di NewTex, «spesso si acquista guardando solo al marchio, su cui puntano i produttori del Far-Est, che tenendo il consumatore ignorante importano in Europa capi non in regola con gli standard comunitari, ai quali noi dobbiamo invece attenerci. Il cambiamento deve partire dall’acquirente, che rischia di avere, oltre al danno economico, anche la beffa, a causa di dermatiti, allergie e tumori».

A mettere in guardia i ragazzi da questo pericolo, legato soprattutto ai coloranti, sono stati il presidente provinciale della Lilt Franco Mazzucchelli e Giorgio Garavaglia, già primario di oncologia a Busto, che da Dress Care si aspettano «una sensibilizzazione sul rapporto dell’abbigliamento e dei cosmetici con la salute».

Al progetto partecipa inoltre il Polo TexSport, che produce capi d’eccellenza per sportivi.

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